lunedì 16 ottobre 2017

Intervista a Federica Bosco


“Mi avete salvato la vita in più modi, con la vostra presenza, con la vostra partecipazione e il vostro affetto, da 15 anni a questa parte, facendomi capire che ero in grado di fare qualcosa di buono nella vita”.

Con queste parole, Federica Bosco si presenta e ci parla di lei…

1.Chi è Federica? Raccontaci una tua giornata tipica.
Sono una persona normalissima. Mi alzo presto, medito, vado a yoga o a pilates. E poi mi siedo e scrivo tutto il giorno, esattamente come se andassi in ufficio con la differenza che il mio capo sono io (e sono molto peggio di un capo vero, perché sono molto poco indulgente verso me stessa!), ti basti sapere che il salvaschermo del mio computer è la frase “Non mollare!”.
Ho cominciato a lavorare a 19 anni, e ho fatto assolutamente di tutto quindi per me il lavoro è fatto di disciplina, e impegno.
Non riesco a vivermela bene e a prendermi troppi periodi “off” anche dopo aver scritto un libro e averci versato lacrime e sangue, non mi posso fermare per più di qualche settimana o mi sento in colpa, mi sembra di perdere tempo prezioso.

2.Descrivici il tuo angolo di scrittura.
Un tavolo molto vecchio comprato usato che mi piace moltissimo perché è molto vissuto sistemato davanti alla finestra da cui vedo un parco.
E’ pur sempre Milano e non ho le colline o il mare, ma mi piace molto, mi dà un’idea di stabilità e precisione di cui ho sempre molto bisogno.
Molti libri sparsi, evidenziatori e penne, tazze di Nescafè decaffeinato e blocchetti di appunti ovunque.
E no, non possiedo un gatto!
Per adesso…

 3.Oltre alla scrittura, qual è un’altra tua passione?
Lo yoga e il pilates che pratico praticamente da sempre.
Fu mia nonna ad insegnarmi lo yoga quando ero piccola, giocando, e l’ho studiato per anni.
Adesso diciamo che sono più in un’ottica di mantenimento delle articolazioni, ho abbandonato discipline “acrobatiche” in favore di quelle più spirituali, perché diciamocelo, non ho più l’età!
L’altra mia passione è Londra che amo follemente e dove torno appena posso.
Le serie televisive sono l’altra mia droga.


4.Se avessi la possibilità di trasformare un tuo romanzo in film, quale sceglieresti? (“Pazze di me” è già un film, magari vorresti che tutti i tuoi libri lo diventassero, ma oggi ne puoi scegliere uno solo).
Questa è facile!
Ne scelgo uno che poi sono 3: La trilogia di Innamorata di un Angelo.
Il mio sogno più grande, sogno che non ho mai mollato e in cui continuo a sperare, ma con un cast internazionale.
Se devi sognare, sogna in grande!

5. Premetto che ti ho conosciuta grazie a questa storia e non ti ho più abbandonata. La trilogia dell’Angelo ha avuto enorme successo anche tra gli adolescenti, proprio perché i protagonisti sono giovani. “Serva me. Servabo te” è diventato un tormentone. Alcuni hanno anche tatuato questa frase. Immaginavi tanto clamore, tanto affetto?
Non lo avrei mai immaginato, ma se ripenso allo “stato di grazia” in cui mi trovavo nel momento in cui l’ho scritto mi dico che non poteva che essere così, una specie di dono dell’ Universo.
Era come se fossi il tramite di una voce superiore, sono andata a scandagliare meandri a me sconosciuti e l’ho fatto con un’intensità tale da farmi venire un esaurimento nervoso alla fine.
Una storia che ho amato e amo disperatamente, sull’ amore, la vera passione, e l’amicizia e il sacrificio.
Ho unito tutti i miei amori e le mie passioni (Londra, la danza, gli angeli) e ho creato quella che era per me la storia perfetta anche se tutti mi avete “odiato” per la storia di Patrick, in fondo sapete che non poteva che essere così. Per il rispetto che vi devo.

6. A chi diresti: “Salvami. Ti salverò”?
A me stessa.

7. Parliamo del tuo nuovo romanzo “Ci vediamo in giorno di questi”. Una storia meravigliosa, narrata in modo impeccabile. Ho apprezzato le descrizioni caratteriali del personaggi, ognuno con la propria identità ben precisa. Tu sei più Ludo o più Cate?
Vorrei dirti che sono più Cate, ma la verità è che sono più Ludo!
Mi sarebbe piaciuto essere più coraggiosa e meno cauta, ma se ripenso a me da bambina, sono sempre stata un po’ dietro le quinte, timida e impaurita. Ho provato a buttarmi più in là nella vita, mi sono spronata, ho “imparato” a comunicare ed essere più espansiva, ma la mia natura è sempre quella un po’ ritirata, mi piace stare a casa, con le mie cose, pochi amici intimi.
Credo però che le due parti siano vive e presenti dentro ognuna di noi e come le due protagoniste si alternino e si vengano in soccorso quando una delle due parti prevale sull’altra a riportare l’equilibrio.

8. Quale personaggio è stato più difficile da descrivere, rappresentare e far vivere in questo romanzo?
Credo sia stato Paolo, che mi è letteralmente sfuggito di mano.
All’inizio era solo un noiosissimo e grigio impiegato con la passione per la Samp con cui si incontravano tutti i mercoledì sera con Ludo.
La classica coperta di Linus da cui non ti aspetti sorprese, sta lì che tu lo voglia o no, all’occorrenza.
Un’idea di amore molto pragmatica, senza voli o prospettive su cui Ludo fa più o meno affidamento per evitare di mettersi in discussione. Per evitare le complicazioni dell’amore vero.
Poi d’improvviso Paolo si rivela, manipolatore, bugiardo, crudele, pilotato da una madre narcisa e  arrivista, e al pari di un ragno comincia a tesserle attorno una tela di obblighi, sensi di colpa, e dubbi, facendola vacillare nelle sue sicurezze più profonde, e facendola dubitare di se stessa.
E’ un personaggio più comune di quanto si pensi, nella cui trappola è molto facile cadere.


9. Dimmi un colore, un cibo e una stagione che rappresenti il tuo libro.

Il blu del mare e dell’ oceano, dato che la storia di svolge fra Genova e la costa Ovest dell’Australia.
La focaccia al pesto che amo da morire e l’autunno.


10. Hai la possibilità di trascorrere un giorno con uno dei tuoi protagonisti. Chi scegli? (Puoi scegliere tra tutti i tuoi romanzi) Cosa faresti? Di cosa parleresti?
Intanto avrei voglia di sapere che fine ha fatto David di Mi piaci da morire, penso che andremmo a prenderci un aperitivo a New York!
Sono curiosissima di sapere quanta strada ha fatto Mia e che ballerina strepitosa è diventata, andrei a un suo spettacolo, ma non penso che ci parlerei, siamo così diverse e lei è così tosta, potrebbe mettermi in soggezione.
Più di tutti vorrei incontrare MM di Non tutti gli uomini vengono per nuocere, ma dato che è il mio uomo ideale, sarei in competizione con Cristina e preferisco lasciar perdere!

11.Tutti hanno un sogno nel cassetto, qual è il tuo?
La trilogia dell’Angelo tradotta in inglese…e il film

12.Lascia un commento o una frase a tutti i tuoi lettori.
La prima cosa che mi sento di dirvi è un grazie vero e profondo.
Mi avete salvato la vita in più modi, con la vostra presenza, con la vostra partecipazione e il vostro affetto, da 15 anni a questa parte, facendomi capire che ero in grado di fare qualcosa di buono nella vita.
Dico spesso che se non ci foste io non ci sarei ed è vero.
Le storie se rimangono nei cassetti non servono a nessuno.
Vivete la vita a pieno, senza sensi di colpa, nel rispetto di voi stessi delle vostre idee delle vostre inclinazioni.
E soprattutto andate sempre a letto con il cuore in pace con tutti e con voi stessi, che l’orgoglio è davvero il sentimento più inutile che ci sia.

Grazie per essere ospite nel mio blog.
Sono infinitamente grata per aver accettato di dedicarmi il tuo tempo.
 Emme X ©

Federica Bosco: Ci vediamo un giorno di questi



Autore: Federica Bosco
Titolo: Ci vediamo un giorno di questi
Editore: Garzanti
Genere: Narrativa
Data di pubblicazione: settembre 2017
Pagine: 310

SINOSSI
Quando l’amicizia è infinita come il mare 

A volte per far nascere un’amicizia senza fine basta un biscotto condiviso nel cortile della scuola. Così è stato per Ludovica e Caterina, che da quel giorno sono diventate come sorelle. Sorelle che non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra. Caterina è un vulcano di energia, non conosce cosa sia la paura. Per Ludovica la paura è una parola tatuata a fuoco nella sua vita e sul suo cuore. Nessuno spazio per il rischio, solo scelte sempre uguali. Anno dopo anno, mentre Caterina trascina Ludovica alle feste, lei cerca di introdurre un po’ di responsabilità nei giorni dell’amica dominati dal caos. Un’equazione perfetta. Un’unione senza ombre dall’infanzia alla maturità, attraverso l’adolescenza, fino a giungere a quel punto della vita in cui Ludovica si rende conto che la sua vita è impacchettata e precisa come un trolley della Ryanair, per evitare sorprese al check-in, un muro costruito meticolosamente che la protegge dagli urti della vita: lavoro in banca, fidanzato storico, niente figli, nel tentativo di arginare le onde. Eppure non esiste un muro così alto da proteggerci dalle curve del destino. Dalla vita che a volte fortifica, distrugge, cambia. E, inaspettatamente, travolge. Dopo un’esistenza passata da Ludovica a vivere della luce emanata dalla vitalità di Caterina, ora è quest’ultima che ha bisogno di lei. Ora è Caterina a chiederle il regalo più grande. Quello di slacciare le funi che saldano la barca al porto e lasciarsi andare al mare aperto, dove tutto è pericoloso, inatteso, imprevisto. Ma inevitabilmente sorprendente.
Federica Bosco è una delle scrittrici italiane più amate. Un’autrice da un milione di copie vendute. Ogni suo libro domina le classifiche e riceve il plauso della stampa. In questo nuovo romanzo supera sé stessa riuscendo nel compito che solo i narratori più autentici e grandi riescono ad assolvere: ci parla di noi. Ci vediamo un giorno di questi racconta l’amore ma anche il dolore, racconta le mille sfaccettature dell’animo umano. Racconta l’amicizia più forte e più variegata, l’amicizia più fragile ma anche più duratura: quella tra donne.
«Federica Bosco con i suoi bestseller ha venduto un milione di copie.»
Donna Moderna

«Federica Bosco è una scrittrice ironica e intelligente.»
Grazia

Ci sono storie che non lasciano niente. Storie che si dimenticano.
Poi ci sono storie che emozionano. Storie che vorresti non finissero mai.
Questa è un romanzo meraviglioso e commovente. Un romanzo che scava dentro di noi. Un romanzo che non si può dimenticare…
Un’amicizia nata per caso.
Due bambine differenti: l’alfa e l’omega, Yin e Yang, il giorno e la notte, l’esuberanza e l’anonimato.
Uso le parole dell’autrice, così capirete meglio.

“Non c’era niente che ci accomunasse:
lei aveva assoluta fiducia nel prossimo,
io diffidavo anche della mia stessa ombra;
 lei brillava come un faro,
io al massimo come una lucciola;
lei era l’anima della festa,
io la tappezzeria beige”.

Cate e Ludo: due amiche, due sorelle, due anime gemelle, due opposti che si attraggono, due pezzi di puzzle che si incastrano perfettamente pur essendo diversi.
Ludovica è la voce narrante. Lei è quella ragionevole, ordinaria, pignola, precisa, rigida….
Cate, invece, è un vulcano, un fiume in piena, una sovversiva, una ribelle, una che affronta la vita a morsi e non si arrende mai…

“I suoi treni non conoscevano binari morti, arrivavano tutti a destinazione”.

Quest’amicizia nata tra i banchi di scuola, è una fonte di luce per la nostra Ludo. In Cate trova tutto quello che lei non sarà mai. E Cate, in lei, trova la sicurezza, la stabilità, l’equilibrio che le manca.
Quest’amicizia è molto forte. Indistruttibile. Eppure, a volte, capita di dire una parola di troppo, un urlo più forte, una cattiveria che si poteva risparmiare… basta poco per far esplodere tutta la loro diversità. Quelle parole di poco prima diventano silenzi. Lunghi. Interminabili. Assordanti.
Cate, dopo un litigio, parte. Ritorna dopo un anno, ed è come se fosse andata via il giorno prima. Tutto ritorna al suo posto, ma con una persona in più: è incinta.
Intanto Ludo ha continuato la sua grigia e ordinaria esistenza. Conosce Paolo, un collega. La loro è una storia non-storia. Una relazione un po’ di comodo, molto piatta e monotona ma rassicurante.
Il ritorno di Cate e la nascita di Gabriel, intaccano un po’ la sua non-storia con Paolo.
A un certo punto, la furia si scatena per via un prestito… da qui parte la vicenda.
Se per vent’anni Paolo è rimasto in sordina, tessendo una tela invisibile e spietata, adesso è il momento di iniziare le manipolazioni, i ricatti velati, il “ti amavo” improvviso che mette in discussione tutta la vita passata, presente e futura di Ludovica.

“Non era stata una litigata di quelle che poi fai pace,
piangi e giuri che non succederà più.
Era un precedente di quelli che dopo ti muovi fra le mine,
stando attenta a dove metti i piedi per non saltare in aria”.

Ludo inizia a sentirsi divisa tra i sentimenti e i sensi di colpa. Si trova in mezzo a due affetti che non riesce a equilibrare o amalgamare, perché Paolo e Cate sono incompatibili. Si trova in una situazione in cui tutti hanno ragione e torto insieme. Dove basta una parola sbagliata per ribaltare tutto, insinuare il dubbio, giudicare e condannare.
Ludo non vuole litigare con Paolo, ma non vuole nemmeno rinunciare Cate e Gabriel. Si trova in una situazione perversa che non ha via d’uscita.

“Sapevano che Paolo era diventato aggressivo,
sapevano che si comportava male con me,
sapevano che mi manipolava,
e lo sapevano solo perché volevano bene a me
e mi avevano vista appassire giorno dopo giorno,
come solo un amore tossico riesce a ridurti”.

Tutta la storia gira intorno a quest’amicizia che si consolida negli anni, nonostante i litigi, le partenze e i ritorni, le urla e i silenzi, le incomprensioni e i tarli insinuati per creare scompiglio. Non c’è niente che possa separare veramente Ludo e Cate. Non c’è niente che l’una non farebbe per l’altra e viceversa. Una cosa è certa: nel momento del bisogno, ci sono sempre.
La scrittura ipnotica, riesce a catturare il lettore fin dalle prime frasi. L’autrice riesce ad alleggerire alcune situazioni con brevi battute che ti strappano un sorriso, smorzando l’atmosfera austera di certi argomenti dolorosi. È capace di mettere un sorriso, lì dove un attimo prima batteva il cuore dalla commozione. Il tempismo perfetto.
C’è qualcosa di magico, nostalgico e introspettivo in questo romanzo.
C’è un messaggio non detto o forse, talmente urlato da sfuggire.
Io ho colto questo: Non prendere le persone per scontate, domani potrebbe essere troppo tardi.
Ci sono dolori, rimpianti, rimorsi che nascono dalle cose non dette, non fatte. Dagli abbracci mancati, dalle telefonate arrivate troppo tardi, dai sorrisi persi per strada, dai saluti che non riceveremo più, dalla nostra assenza. Allora rimangono i ricordi. Teniamo vivi quelli belli… e perdoniamoci.
Leggete, leggete, leggete questo romanzo. Amerete Ludo e Cate, probabilmente vi mancheranno, ma loro sono lì, tra le pagine di questo libro. Loro sono accanto a voi, cercatele tra le persone che amate.
Consigliatissimo.







Sara Purpura: Il desiderio nascosto di te



Titolo: Il desiderio nascosto di te
Autore: Sara Purpura
Editore: Butterfly Edizioni
Pagine: 246
Collana: Love self
Genere: Rosa contemporaneo
Disponibile in ebook su Amazon e Kindle Unlimited a partire dal 24 ottobre 2017
Cartaceo: 9 novembre 2017
Prezzo ebook: 2,99 € [In offerta a 0,99 solo i primi giorni]
Prezzo cartaceo: 14,00 €


Sinossi: 

Quattro anni di silenzio, lontana dalla sua famiglia e dalla sua terra, per celare una verità scomoda. Umiliata nel profondo, Sofia fa ritorno nella sua Sicilia, marchiata per sempre da una vergogna che l'ha resa fragile, spaventata e insicura. Finalmente decisa a riprendersi la sua vita, è pronta a ricominciare da dove la sua tranquilla quotidianità si è interrotta. Nella sua città natale rivede gli amici che un tempo l'hanno abbandonata e Marco, l'amore segreto della sua adolescenza e il suo rimpianto più grande. Per Sofia è difficile lasciarsi andare, chiusa nel suo dolore, è convinta di non avere nulla da offrirgli. Insieme affronteranno ogni ricordo amaro, spazzando via le paure che la incatenano al passato. Ma il destino rischierà di allontanarla di nuovo dall'unico uomo che abbia mai amato e i due dovranno lottare con tutte le loro forze per poter stare insieme.

sabato 14 ottobre 2017

Cristoforo De Vivo: Tentazioni proibite (parte prima e parte seconda)



Autore: Cristoforo De Vivo
Titolo: Tentazioni proibite (parte prima e parte seconda)
Editore: Lettere Animate
Genere: Rosa contemporaneo
Anno di pubblicazione: 2016 (parte prima) 2017 (parte seconda)
Pagine: 204 (parte prima) 71 (parte seconda)

Sinossi (parte prima)

“Ella, tocca a te" La voce di Susy riporta i miei pensieri alla realtà. "Metto il mascara e arrivo". Si va in scena anche stasera, come ogni sera della settimana. Lavoro in un club privato molto esclusivo, nascosto in uno dei palazzi d'epoca nel centro di Milano. Per accedervi i soci hanno la chiave del portone che dà direttamente sulla strada, attraversano il cortile interno e con un'altra chiave aprono un'anonima porta che si affaccia su locale enorme, elegante e raffinato che si sviluppa su 3 piani. Il primo e il secondo sono uniti in un unico grande spazio dove si trova il teatro, in fondo alla sala c'è il palco dove ci esibiamo noi ragazze. Al posto delle classiche poltroncine ci sono tanti tavolini dove i soci si possono accomodare e, soprattutto, consumare alcolici e cibo. Del secondo piano è rimasto un ballatoio che corre sui tre lati escluso quello del palco, dove son state ricavate delle piccole stanzine come fossero i palchetti di un teatro d'epoca, con la differenza che la parete che dà verso l'interno è tutta in vetro, annullando qualsiasi forma di privacy. Il terzo piano invece è riservato solo alle ragazze, ci sono i nostri camerini e gli spazi dove rilassarci prima e dopo le serate.

Sinossi (parte seconda)
"All’inizio era stato tutto un gioco di tentazioni proibite…" Due persone. Un'attrazione fatale. Un divertimento maledettamente desiderato. "E se non fosse solo uno stupido gioco di sensualità? E se fosse tutto… solo… amore?" Tornano i protagonisti Ella e Brando e la loro intrigante storia.


Ella è una ragazza che lavora da sei anni in un club esclusivo, la cui clientela è prettamente maschile. Il vero nome è Olivia, ma la sua vita si svolge principalmente all’interno del locale.
Brando è un nuovo socio del club. È proprio Ella a dargli un valido motivo per iscriversi. Tra i due c’è molta complicità, eppure entrambi sembrano sfuggirsi reciprocamente. Lui è un uomo affascinante e il lavoro lo porta spesso lontano da Milano.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è un locale di escort. Le donne non vendono il loro corpo, anzi, le regole sono molto rigide.
Ella non ha una famiglia da cui tornare quando esce dal club. La sua “famiglia” è formata da Gin, la titolare del club e la sua collega Susy che, nella vita, si chiama Giulia.
A causa di un’esperienza terribile, per Ella quel lavoro rappresenta una rivincita.

“Loro vedono il mio corpo, ma non lo possono toccare”.

Ella è l’alter ego di Olivia.
Ella è sicura di sé, scaltra, sensuale, anche felice se vogliamo. Al contrario di Olivia che non si fida di nessuno, non sa sorridere, vorrebbe nascondersi il più possibile e passare inosservata.
Brando, intanto, richiede la sua compagnia per presenziare a una serata di beneficenza e lei, questa volta, decide di presentarsi semplicemente come Olivia…
Chi preferirà Brando? Ella oppure Olivia?
Una volta capito che anche a lei toccherà un po’ di felicità, sarà messa a dura prova quando dovrà incontrare i genitori di Brando…
La storia, contrariamente a quanto avevo immaginato, è molto delicata, romantica. La storia di Brando e Olivia è fatta di sguardi, attenzioni, tisane alla lavanda. No, non è un erotico… chissà perché lo avevo pensato.
Sono soddisfatta da questa storia. Un po’ “Pretty woman”, un po’ “Cenerentola”. La scrittura è semplice, piacevole, pulita. A volte, ho avuto la sensazione che l’autore avesse voluto osare di più, per poi frenarsi. La paura di osare, però, ha dato vita a una storia lieve e delicata come una piuma che solletica il cuore.
Una piacevole lettura.


Alycia Berger: Vicino a te ritorno ad amare



Autore: Alycia Berger
Titolo: Vicino a te ritorno ad amare
Editore: Lettere Animate
Genere: Rosa contemporaneo
Anno di pubblicazione: 2017
Pagine: 221

Sinossi
Emma è una ragazza dal forte temperamento che sente il peso delle preoccupazioni e delle varie responsabilità verso la famiglia. Vive e vede gli effetti della violenza psicologica su sua madre Sonia, sola e umiliata dal marito. Ha un fratello autistico di nome Luca, la sua forza per lottare contro le giornate di pura sopravvivenza, e una divertente amica a quattro zampe, Dea. La sua è una vita fatta di rinunce e sacrifici. Viene aiutata da Alberto, amico di famiglia segretamente innamorato di Sonia che vorrebbe fare di tutto per vederla tornare a sorridere.
Bryan, figlio scapestrato di un dirigente aziendale, è lo scapolo più ambito di Milano, desideroso di mettere la testa a posto per lasciarsi alle spalle un passato un po’ troppo sopra le righe. Entrambi lavorano nello stesso ristorante e i rapporti tra loro non sono idilliaci. Anzi, si detestano. Tra un’accesa discussione e l’altra, però, sembra che qualcosa spinga l’uno a non fare a meno dell’altra. Se da una parte, quindi, il destino farà di tutto per unirli, dall’altra una serie di eventi rischierà di dividere le loro strade per sempre, affidando il loro amore ad una vera e propria corsa contro il tempo. Una storia d’amore che animerà le pagine del libro tra ironia e risate, passione e magia, lacrime e rabbia, lasciando al destino l’ultima parola.



Emma è una ragazza di ventidue anni con tanti disagi famigliari. La madre ha problemi di salute, il padre si disinteressa di tutti loro. Suo fratello Luca ha la sindrome di Asperger, una forma di autismo. Tutto questo richiede tempo, soldi per le cure, energie e tanta buona volontà. Lavora come cameriera e cerca di non far mancare niente a nessuno. Ma lei, nemmeno a dirlo, non ha un attimo per sé…
Bryan è un collega di Emma. Nonostante provenga da una famiglia abbiente, preferisce lavorare con le sue forze senza sottostare alla famiglia.
Loro due sono testardi, si scontrano, litigano, non si sopportano. Emma pensa che Bryan sia un dongiovanni incallito, inaffidabile e infedele. Frequentandolo, però, scopre che è molto umile. Lui, in Emma, vede una ragazza forte e coraggiosa.

“Non sarò un ragazzo perfetto,
rimarrò per sempre il tuo odioso collega rompiscatole,
ma c’è una cosa che so fare più di tutte:
amare sinceramente e incondizionatamente”.

Accanto a Bryan, Emma ritorna ad amare…

Questa storia, detta così sembra semplice, ordinaria, forse già sentita. Invece no. La storia di Emma è molto più complessa di quanto sembri.
In questo romanzo è trattato un argomento delicato e doloro: la violenza fisica e psicologica.
Il padre di Emma, infatti, è un uomo che non perde occasione di insultare la moglie, scatenando nella ragazza una sorta di rifiuto verso l’universo maschile. Il fatto che li abbia anche abbandonati tra problemi di salute ed economici, instilla in lei la paura di essere abbandonata dalla persona che ama.
Allo stesso tempo, la madre ancora giovane e piacente, non riesce a difendersi da quell’uomo che l’ha sempre trattata come una scarpa vecchia. È talmente succube, che lo giustifica – un po’ anche per quello che lei ritiene essere il bene dei figli – e non si ritiene degna di meritare un vero uomo. Un uomo che la ami davvero.
Ho apprezzato molto il finale. Se lo leggerete, capirete perché.
Il romanzo è scritto in terza persona. La storia è narrata con chiarezza, alternando sentimenti di amore e odio tra i protagonisti.
La storia d’amore è intrecciata con delicatezza e romanticismo.
I personaggi sono reali, semplici, come le persone della porta accanto e questo l’ho molto apprezzato, perché tutta la vicenda ha una sua armonia. L’ho trovato equilibrato.

Buona lettura.

Alice Sebold: Amabili resti



Autore: Alice Sebold
Titolo: Amabili resti
Editore: Edizioni E/O
Genere: Narrativa (fantasy/drammatico)
Anno di pubblicazione: 2002
Pagine: 416

SINOSSI
Susie, quattordicenne, è stata assassinata da un serial killer che abita a due passi da casa. È stata adescata, stuprata, fatta a pezzi e nascosta in cantina. Il racconto è affidato alla voce della stessa Susie, che dopo la morte narra la vicenda con lo spirito allegro e senza compromessi dell'adolescenza.
Il libro procede come un giallo: vogliamo sapere come chi l’ha uccisa, cosa fa l’assassino, come avanzano le indagini, come reagisce la famiglia.
Ed è Susie che ci racconta tutto questo, aumentando così la nostra partecipazione emotiva. Lei “fa il tifo” per suo padre quando, opponendosi alla svolta che hanno preso le indagini di polizia, capisce chi è il vero assassino e, pur non avendo le prove, cerca d’incastrarlo.
Amabili resti, è un romanzo che ci commuove senza mai indulgere a sentimentalismi. E Susie aiuterà tutti, i lettori per primi, a riconciliarsi con il dolore del mondo.

Inquietante, crudo, malinconico, raccapricciante… 
così definirei questo romanzo.

Susie è una ragazza di quattordici anni che viene brutalmente stuprata, uccisa e fatta a pezzi dal suo vicino di casa.
George Harvey è un uomo di trentasei anni, solitario, bugiardo e quasi insignificante. È il vicino di casa dei Salmon che, in un giorno di dicembre, attira Susie nel suo nascondiglio. Lui è un assassino e Susie è l’ultima delle sue vittime.
La famiglia di Susie è sconvolta dal dolore. Ognuno di loro reagisce al lutto in maniera differente.
Suo padre, non vuole dimenticare e cerca giustizia a ogni costo. L’intuito gli fa capire chi è l’assassino di sua figlia, ma la polizia sembra superficiale nelle indagini. Il corpo di Susie non verrà mai trovato. Nonostante passino tanti anni, lui non riesce a mettersi l’animo in pace: trovare un modo per rendere giustizia alla sua bambina, è il suo unico e principale obiettivo.
La madre di Susie, invece, sconvolta e affranta dal dolore, pensa che l’unico modo per sentirsi meno triste sia quello di dimenticare. Quella famiglia segnata dal lutto, le sta stretta e cerca vie di fuga.
Lindsey, la sorella di Susie, rimane accanto al padre e al fratello Buckley. In lei, tutti rivedono la sorella scomparsa, e diventa difficile far capire il suo dolore, la sua rabbia per quanto accaduto. Finge di stare bene, che sia tutto normale, ma non è così. Anche lei vuole giustizia.
Perfino gli amici di Susie, Ruy e Ruth, cercheranno di renderle giustizia. Nessuno di loro è mai riuscito a dimenticarla, nonostante siano andati avanti con le loro vite.
Il romanzo è ambientato nell’America degli anni ’70.
Susie, è la voce narrante. Lei è lì, in una sorta di “terra di mezzo”, spettatrice di ciò che è rimasto sulla terra. Osserva la sua famiglia soffrire e distruggersi. Vede il suo assassino vivere indisturbato, apparentemente innocente e sereno. Susie, più di tutti, ha bisogno di rimanere legata ai suoi affetti, non è pronta ad andare avanti.
Gli anni passano e vede sua sorella crescere, diventare donna, mentre lei avrà quattordici anni per sempre. Sua sorella percorre tutte le tappe che lei non vivrà mai, tutte le esperienze che le sono state negate.
La scelta dell’autrice, di raccontare la storia dal punto di vista di Susie, rende il romanzo inquietante e crudo, perché solo lei sa la verità. Solo lei sa come è morta, chi l’ha uccisa e dove si trova il suo corpo. Durante la lettura, sembra di avvertire la presenza di Susie, di tutte le “Susie” del mondo che troppo presto sono andate vie, con le loro vite spezzate dalla mano crudele dell’uomo.
È una storia che fa pensare, fa riflettere, ti turba psicologicamente. È impossibile restarne indifferenti. Si deve leggere con un atteggiamento di sensibilità e asprezza al tempo stesso.

“Questi erano gli amabili resti, cresciuti intorno alla mia assenza.
I legami, a volte esili, a volte stretti a caro prezzo,
ma spesso meravigliosi, nati dopo che me n’ero andata.
E cominciai a vedere la cose in un modo che mi lasciava
concepire il mondo senza di me”.

Un libro scritto per tutte le “Susie” del mondo…
Consigliato.



venerdì 29 settembre 2017

Vanessa Vescera: Le parole di una rosa



Autore: Vanessa Vescera
Titolo: Le parole di una rosa
Editore: Self publishing
Genere: Romanzo contemporaneo
Anno di pubblicazione: 2017
Pagine: 239

Sinossi
Si può restare legati a una promessa per sempre?
Jasmine ha vent’anni e un giuramento da mantenere. Legata a un libro senza finale aspetta che le parole di una rosa tornino indietro per poter dare una conclusione a tutto ciò che non la ha. Legata all’autunno di due occhi scuri ormai lontani da tempo non riesce ad andare avanti, ma nella malinconica attesa dell’amore, quando le speranze si affievoliscono, il destino decide di metterla alla prova.
Un volto, il suo, e una chioma bionda, due mani allacciate tra loro e una corsa sotto la pioggia la riporteranno a sperare ma anche a credere che tutto ormai sia perso.
E se cercarsi senza mai trovarsi fosse il cattivo scherzo messo in piedi dal destino?
Partendo da alcuni indizi sparsi tra i colli bolognesi Jasmine è costretta a partire alla disperata ricerca della verità.
Domenico sarà ancora quel ragazzo innamorato dell’estate che si affacciava nei suoi occhi? E se un alleato inaspettato le insinuasse il dubbio nel cuore? Le parole di una rosa riusciranno a trovare il loro giusto finale? E soprattutto, l’amore può durare per sempre?

Jasmine è una ragazza romantica e sognatrice. Da sette anni aspetta che Domenico rispetti la promessa che le aveva fatto.

“Non c’era bisogno di scrivere il suo nome, lui era ovunque,
nel vuoto che aveva lasciato, nella distanza
che ci aveva diviso”.

Jasmine e Domenico si conoscono da ragazzi. Lui passava le estati a Pianoro, tra i colli Bolognesi e lì viveva Jasmine. Ogni estate, loro trascorrevano il tempo insieme. Con la morte della madre di Domenico, però, le cose cambiano. Lui sa che non tornerà molto presto a Bologna, per questo promette che si sarebbero rivisti. Lui le avrebbe consegnato le ultime pagine del romanzo “Jane Eyre”, che avvolgono la rosa regalatagli di Jasmine.
Per sette anni, lei continua a rileggere quel romanzo, senza conoscerne mai il finale, nell’attesa che Domenico ritorni.
Continua ad amarlo, ad aspettarlo, schiava di quest’attesa, legata a Domenico con un filo difficile da tranciare. Quel filo, all’inizio delicato, dopo tanti anni è diventato una catena da cui è impossibile liberarsi.
Lei ha creduto nell’amore. Ha amato per tanti anni. Ma il dubbio che lui l’abbia dimenticata, inizia a insinuarsi nella sua mente.
Lei lo ha aspettato, forse inutilmente, forse no… ma se lui fosse andato avanti con la sua vita?
Jasmine, prima di prendere qualunque decisione, và alla ricerca di Domenico: parte per Londra. Non ha una meta precisa, un indirizzo, un numero di telefono, nulla. Sa solo che deve cercarlo in un pub.
La ricerca, ardua e complessa, diventa più leggera grazie alla compagnia di David, un ragazzo incontrato a Londra che la aiuterà nel suo impossibile ritrovamento.
Riuscirà, Jasmine, a ritrovare le parole di una rosa?

Questo romanzo è una poesia.
Scritto tra passato e presente, s’intrecciano le vite di questi ragazzi che la sorte ha voluto dividere. L’amore, però, non dimentica, rimane ancorato al nostro cuore con tutta la speranza. Come il susseguirsi delle stagioni, l’amore non smette di rinnovarsi e alimentarsi, nell’attesa di potersi, un giorno, ritrovare.
La voce narrante è di Jasmine. Di lei conosciamo ogni pensiero, ogni palpito dedicato a Domenico.

“Agosto 1987.
 Io volevo che lui mi comprendesse, sempre e comunque,
che con un solo sguardo mi leggesse dentro
ma a volte il mio dentro era così profondo e spaventato da tenerlo fuori.
Il problema reale era che più lo conoscevo e più Domenico mi germogliava dentro,
 si propagava occupando tutto lo spazio e mi sentivo più sua che mia,
 più sua di quanto lui potesse immaginare,
il suo pensiero erano rami forti e robusti che si inerpicavano
ovunque dal cuore all’anima ed era difficile arginare il suo fiorire ovunque.
Lo allontanavo per paura di soffrire,
 eravamo così distanti in inverno,
come poteva la nostra amicizia la sopravvivere a tutti quei chilometri,
a tutti quei mesi freddi che si abbattevano sul nostro viverci.
 Non mi bastavano le parole scritte su un foglio bianco,
non mi bastava sentire il suo profumo impresso sulla carta,
sfiorarla e pensare alla sua mano che scriveva per me”.


“Le parole di una rosa”, è un inno all’amore, all’attesa, alla speranza.